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Il nefrologo e l’insufficienza renale

Lo scenario

Il rene ha come funzioni principali l’eliminazione delle sostanze di rifiuto prodotte dal metabolismo, la regolazione della quantità di acqua presente nel corpo ed il mantenimento di corrette concentrazioni di alcune sostanze fondamentali per il funzionamento degli organi (sodio, potassio, sostanze acide, fosforo).

Accanto a queste funzioni, note a tutti, ve ne sono altre non meno importanti. Il rene produce alcuni ormoni: a) eritropoietina che serve ad evitare l’anemia, b) la vitamina D nella sua forma più attiva, necessaria per mantenere le ossa in buono stato di salute, c) la renina e le prostaglandine che controllano la pressione arteriosa, e distrugge vari ormoni proteici quali l’insulina.

L’insufficienza renale è una situazione clinica nella quale i reni svolgono solo limitatamente o non svolgono affatto tutte queste funzioni. Questa condizione può instaurarsi acutamente, in pochi giorni o anche in poche ore (Insufficienza Renale Acuta o I.R.A.), o più lentamente, nel corso di anni (Insufficienza Renale Cronica o I.R.C.).

La forma acuta è dovuta ad un improvviso e rapido deterioramento della funzione renale ed è caratterizzata principalmente dalla riduzione (od assenza) di produzione di urine. Le cause più frequenti sono le infezioni gravi, la disidratazione (soprattutto negli anziani), la tossicità o gli effetti collaterali di farmaci o dopo interventi chirurgici. Spesso è possibile guarire dall’I.R.A. ed i reni riprendono completamente o quasi completamente la loro funzione.

L'insufficienza renale cronica è invece caratterizzata dalla perdita progressiva della funzione renale, senza possibilità di recupero; le sostanze di rifiuto (creatinina, urea, acido urico, ecc.) si accumulano nell’organismo ed il rene diviene incapace di eliminare adeguatamente il sale e l’acqua (causando ipertensione arteriosa ed edemi). Le cause più frequenti di IRC sono:

  • Malattie vascolari ed ipertensione arteriosa non curata
  • Diabete mellito
  • Glomerulonefriti
  • Pielonefrite
  • Malattie genetiche
Nefrologo Brescia

Il processo di deterioramento della funzione renale è più o meno rapido in relazione al tipo di nefropatia di base ed alle misure adottate per cercare di rallentare il danno renale (modifiche dietetiche, controllo del diabete e dell’ipertensione, uso di farmaci “nefro-protettori”, astensione dall’utilizzo di farmaci e/o agenti nefrotossici, trattamento delle infezioni delle vie urinarie, ecc.).

Quando vengono raggiunti valori di funzione renale incompatibili con la vita (uremia terminale) e la terapia conservativa non è più in grado di mantenere l’equilibrio metabolico ed il bilancio dell’acqua e dei sali, si rende necessario iniziare una terapia che sostituisca, del tutto o in parte, le funzioni del rene.

Di seguito è riportato il “Decalogo sulle Malattie Renali” stilato congiuntamente dalla Società Italiana di Nefrologia e dalla Fondazione Italiana del Rene-Onlus, relativo alla cura e prevenzione delle malattie renali:

  1. I reni sono organi che si possono deteriorare spesso senza dare alcun segno o sintomo, per cui è necessario, una volta all´anno, misurare la pressione arteriosa ed effettuare l’esame delle urine.
  2. Talvolta può essere utile conoscere il valore della creatinina ed effettuare un’ecografia renale.
  3. I soggetti a rischio di malattia renale sono: adulti con età superiore a 60 anni, ipertesi, diabetici, obesi, individui con familiarità per malattie renali e coloro che fanno abuso di farmaci anti-infiammatori.
  4. Nella fase ultima della malattia renale (insufficienza renale terminale) gli unici rimedi sono la dialisi e/o il trapianto.
  5. Nel mondo 1.500.000 persone si sottopongono a dialisi per poter vivere. Di queste, più di 50.000 sono in trattamento dialitico in Italia.
  6. Le cause più comuni che portano all´insufficienza renale sono il diabete e l´ipertensione arteriosa non controllata. Infatti, il 72% dei dializzati nel mondo sono pazienti diabetici e/o ipertesi.
  7. Il diabete si complica con il danno renale nel 40% dei casi.
  8. La progressione del danno renale si può rallentare con l´uso di farmaci che sono dotati di azione reno-protettiva, sia perché controllano la pressione arteriosa, sia perché riducono la proteinuria.
  9. Il controllo della malattia renale è fondamentale perché migliora anche la prognosi cardiovascolare (chi è malato di rene spesso muore di malattia cardiaca).
  10. Prevenire dunque si può. Curare e controllare bene il Diabete e la Pressione Arteriosa significa bloccare l’evoluzione del danno renale verso la dialisi.

La terapia renale sostitutiva comprende la dialisi (extracorporea e peritoneale) e, quando clinicamente possibile, il trapianto di rene (da cadavere o da vivente). La scelta della terapia sostitutiva è, a tutti gli effetti, una scelta terapeutica e quindi non può prescindere dal giudizio clinico del medico. Tuttavia, poiché la dialisi interferisce molto sulla vita del paziente e sulle sue relazioni sociali, è altrettanto importante che il paziente, adeguatamente informato sulle varie opzioni di terapia sostitutiva, contribuisca consapevolmente alla decisione.

Cosa fare?

Riuscire ad evitare od a rimandare il più possibile la dialisi, oltre al diretto beneficio sul paziente nefropatico, porterebbe anche ad avere più risorse disponibili per tutti gli altri pazienti.

Le premesse per poter raggiungere questi obiettivi sono:

  • Prevenzione e trattamento delle patologie renali che possono condurre all’I.R.C.
  • Precoce individuazione dei pazienti con malattia renale.
  • In presenza di malattia renale non curabile, mettere in atto precocemente qualunque intervento medico che possa rallentare il peggioramento della funzione renale, facendo riferimento soprattutto alla collaborazione dei Medici di Medicina Generale.
  • Inserire i pazienti con I.R.C. avanzata in percorsi educativi, con la collaborazione di più figure sanitarie, perché collaborino attivamente alla cura della malattia che li ha colpiti.

Il nefrologo

In base alle caratteristiche di ogni paziente gestisce la terapia, l’adeguato controllo della pressione arteriosa e della quantità di sale ed acqua presente nell’organismo. Si preoccupa di ridurre l’eventuale accumulo di acidi nell’organismo e le alterazioni delle concentrazioni di alcune sostanze fondamentali (sodio, potassio, calcio, fosforo, magnesio, ecc.).

Nel corso delle visite verifica la corretta assunzione della terapia e, in caso di modifiche, spiega in modo chiaro al paziente gli orari e le modalità di assunzione dei vari farmaci, della dieta, dal monitoraggio quotidiano del peso corporeo e della pressione. In questo modo il paziente sente di partecipare alla costruzione del suo stato di salute, non accetta passivamente le istruzioni del medico e avrà una miglior collaborazione terapeutica.

ORARI DI APERTURA

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DICONO DI NOI

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    - Luigi 12 Luglio 2017

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    - Irene e Nadia 26 Maggio 2017

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